Grande successo per l’inaugurazione della mostra “L’arte racconta scene di vita di San Francesco”
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Sabato 19 settembre in tantissimi per la visita guidata agli affreschi ritrovati nel convento di Santa Croce, domenica 20 la sindaca Lara Gobbi e Domenico Beneventi Vescovo di San Marino-Montefeltro hanno aperto l'esposizione che durerà fino al 18 ottobre
21 Settembre 2026
Descrizione
Grande successo a Verucchio l'inaugurazione della mostra “L’arte racconta scene di vita di San Francesco” presso la Chiesa di Sant’Agostino, alle 16.30 di domenica 20 settembre. Nella mattinata del giorno precedente in tantissimi avevano voluto partecipare alla visita guidata agli affreschi trecenteschi ritrovati nella chiesa del convento francescano di Santa Croce a Villa Verucchio, condotta dall'architetto Claudio Lazzarini e da padre Bruno.
A inaugurare l’esposizione delle opere, che sarà aperta al pubblico fino al 18 ottobre 2026, sono stati la sindaca di Verucchio Lara Gobbi accompagnata dall'assessora alla cultura Maria Antonietta Pazzini insieme a S.E. Mons. Domenico Beneventi Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro. S.E. Mons. Nicolò Anselmi, Vescovo della Diocesi di Rimini, trattenuto all'ultimo momento da impegno imprevisto, ha inviato i suoi saluti. Erano inoltre presenti Suor Gloria Riva, teologa e storica dell’arte; Alessandro Marchi, storico dell’arte; Franco Boarelli Presidente Ass. Cammini di Francesco in Emilia Romagna.
L’iniziativa è di “Francescanamente”, giunta alla IV edizione, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni del transito di San Francesco, organizzata con il contributo e il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Verucchio e delle Diocesi di Rimini e San Marino Montefeltro con l’Associazione Cammini di San Francesco in Emilia Romagna.
La mostra è un breve ma significativo excursus delle tappe della vita del Santo dal 1223 al 1226.
Il percorso espositivo è un racconto visivo che attraverso libri illustrati, disegni, incisioni e testimonianze, in un arco tra il XVII e il XX secolo, ripercorre la fortuna figurativa dell’iconografia di Francesco. A testimoniare il racconto sono esposte ricostruzioni di scene della vita di San Francesco.
1223-2023 Il Presepe di Greccio
1224-2024 L’impressione delle Stimmate (incontro tra Chiara e Francesco alla Porziuncola)
1225-2025 Il Cantico delle Creature (San Francesco dona le benedizioni a Frate Leone)
1226-2026 Il Transito
Al riguardo sono esposte opere di collezioni private:
- Testo di Jacopo Ligozzi del 1607 “La descrizione del Sacro Monte della Vernia”
- Lastra su rame a sbalzo, Francesco che riceve le stimmate (fine 1700 ca)
- Stampa di Santi Francescani (fine 1600)
- Testimonianze di iconografia popolari (raccolte di Santini, medagliette votive ecc.)
- Per concessione del Santuario della Verna immagini di reliquie di contatto e benedizioni (XX-XXI Sec.)
- San Francesco di Assisi – Illustrato da Ezio Marchionni Ed. ART’E’
- Il Cantico dei Cantici – Introduzione, commenti e traduzione di Gianfranco Ravasi, illustrazioni di Pierre Boncompain – Ed. ART’E’.
- "Il Cantico delle Creature" tarsia lignea dell'ebanista verucchiese Jury Montanari; alta 3,18 metri, larga 1,77 e con uno spessore di 6 millimetri, è la preghiera in legno più grande del mondo.
Inoltre sono esposte riproduzioni fotografiche degli affreschi di scuola trecentesca riminese, ritrovati nell’abside del Convento di Santa Croce e due riproduzioni di opere del Convento, il più antico convento Francescano dell’Emilia Romagna, dove San Francesco ha soggiornato provenendo da San Leo.
Alle 18 è seguita una degustazione di cibi dal titolo “La cucina delle erbe ai tempi di Ildegarda e Francesco", curata dalla Chef della Cucina Storica Alessia Uccellini. Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179) fu monaca benedettina ma anche guaritrice, erborista, naturalista, cosmologa, gemmologa, filosofa, artista, poetessa.
Il "Menù del Convento" della Chef della Cucina Storica, Alessia Uccellini sarà disponibile da settembre a novembre presso i ristoranti aderenti.
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Il convento della Santa Croce di Villa Verucchio è il più antico fra quelli francescani dell’Emilia-Romagna: si ritiene fondato subito dopo la morte di San Francesco nel 1226 nel luogo dove lo stesso Poverello di Assisi aveva soggiornato nella primavera del 1213 provenendo da San Leo. Nel chiostro si ammira il cipresso che San Francesco avrebbe miracolosamente fatto germogliare dal suo bastone da viaggio. Un albero "patriarca" effettivamente datato ai primi decenni del XIII secolo che con i suoi 800 anni è il più antico dell'Emilia-Romagna e fra i più longevi d’Europa.
La Chiesa, dal bel portale trecentesco, ha un vasto interno neoclassico con un raffinato coro rinascimentale in legno intarsiato.
Sulla parete di sinistra è dipinto un affresco che rappresenta la Crocifissione appartenente alla scuola giottesca riminese (prima metà del XIV secolo). Sopra il presbiterio vi è una grande croce lignea dipinta che richiama Cimabue e Giunta Pisano, databile alla seconda metà del XIII secolo.
Di recente in modo romanzesco sono stati ritrovati nel coro affreschi di altissima qualità sempre della scuola trecentesca riminese il cui recupero è ancora in corso. Pregevole anche la cinquecentesca statua della Madonna delle Grazie, incoronata nel 1637 ma venerata
nella chiesa già da oltre un secolo.
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