Abbattere le barriere della distanza e della complessa geografia montana per garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal comune di residenza, il diritto fondamentale alla salute, alla cura e alla vita di relazione. Nell’ambito della pianificazione generale del Piano di zona, l’Unione dei Comuni della Valmarecchia conferma e stanzia un investimento complessivo di 42.500,00 euro per il servizio di trasporto sociale a chiamata dedicato agli anziani e alle persone fragili della Valmarecchia. Un’azione strategica che sostiene l’integrazione socio-sanitaria del territorio, affiancando alle risorse dirette dell’Unione una quota pari a 15mila euro proveniente dal Fondo regionale per la non autosufficienza.
Un ponte tra le comunità montane e le strutture sanitarie
Il territorio dell’Alta Valmarecchia – che abbraccia i Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello e Montecopiolo – si estende su oltre 330 chilometri quadrati caratterizzati da un’elevata dispersione abitativa, frazioni isolate e un indice di vecchiaia particolarmente accentuato. In questo contesto, la mobilità diventa un elemento cruciale per i pazienti fragili e per le persone non autosufficienti che necessitano di cicli di cure o visite specialistiche presso i presidi dell’Ausl Romagna. Il servizio - esteso a tutte le aree interne della Valmarecchia, dunque anche ai territori di Poggio Torriana e Verucchio - risponde a questi bisogni offrendo un accompagnamento personalizzato con stazionamento e ritorno al domicilio, sollevando le famiglie da complessi carichi organizzativi ed economici.
Funzionamento, rete di supporto e continuità operativa
Affidato tramite coprogettazione alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Novafeltria a seguito di istruttoria pubblica, il servizio gestisce sia accompagnamenti individuali sia trasporti collettivi. Il raggio d’azione del progetto supera la semplice dimensione sanitaria: oltre all’accesso ai centri di cura, il trasporto a chiamata consente l’accompagnamento presso centri socio-riabilitativi, l’acquisto di generi alimentari e il disbrigo di pratiche amministrative. Le richieste vengono presentate direttamente alle assistenti sociali dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia, che pianificano i calendari mensili valutando la rete familiare e il grado di fragilità della persona, garantendo una risposta equa e tempestiva nei casi di solitudine o urgenza.
Obiettivi e consolidamento della presa in carico
Il progetto si inserisce in modo organico nel sistema integrato dei servizi sociali e di assistenza domiciliare dell’Unione, operando in costante raccordo con i presidi sanitari della vallata. Forte dei risultati consolidati nella precedente annualità, la misura punta a confermare e garantire la continuità dell’intervento in favore di circa 280 utenti della Valmarecchia, offrendo una presenza costante contro l’isolamento sociale dei borghi montani.