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Mostra di Sabrina Foschini alla Pinacoteca comunale di Verucchio

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"DIARIO D'ACQUA - Album e taccuini dipinti", inaugurazione domenica 22 febbraio con la presentazione a cura di Alessandro Giovanardi. Sarà visitabile fino al 31 maggio

Data:

16 Febbraio 2026

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Descrizione

Domenica 22 febbraio alle ore 16.00 nella Pinacoteca comunale di Verucchio sarà inaugurata la mostra di Sabrina Foschini "DIARIO D'ACQUA - Album e taccuini dipinti" con la presentazione a cura di Alessandro Giovanardi. La mostra sarà visitabile fino a domenica 31 maggio.

Scrive Giovanardi: "Negli acquerelli di Sabrina Foschini vi è la percezione sensoriale delle stagioni: bagliori che esplodono sotto le palpebre serrate su uno sguardo ferito dal sole estivo, interi cosmi riflessi in una goccia di pioggia o in una stalattite di ghiaccio, un sentore di fiori primaverili scivolati sul pelo d’acqua di una pozzanghera. Tutta una serie di profumi umidi, di realtà sottili e appena palpabili, di cromie che alludono a forme, ma forme non sono. Seguono poi le declinazioni dell’immaginario e del simbolico, in una sorta di ricamo che si assottiglia e si ammatassa su emblemi di affetto e devozioni. Vi è, infine, la fiaba, non più come racconto, ma in guisa di atmosfera, di filastrocca incantatoria in cui il minerale, il vegetale, l’umano, il celeste e così insieme la forma e l’informale trascolorano l’uno nell’altro senza soluzione di continuità: una favola, sì, ma ascoltata prima di addormentarsi dove figure, ricordi, odori fanno treccia e poi si sciolgono, infine, nel nero e nel bianco da cui erano nate".

"Qualche accostamento nobile, ma forse fin troppo di superficie, potrebbe essere tentato con l’astrattismo biologico di Vasillij Kandinskij e con le partiture surreali di Joan Mirò, ma è solo un gioco di rimandi indiretti e scintillanti. È piuttosto Cy Twombly a dominare all’origine il repertorio fantastico di Foschini, non tanto per accostamenti stilistici o citazioni oppure ancora omaggi e derivazioni ma per la densa fascinazione intellettuale delle scelte del maestro che voleva stringere in un solo gesto artistico disegno, pittura e scrittura e andava, a volte, verso la memoria proustiana di una vegetazione lussureggiante".

"È fin troppo nota l’identificazione originaria tra scrivere e disegnare che racchiude in sé il verbo greco graphéin, ed è altrettanto conosciuto il fatto per cui le prime forme di scrittura si formassero su “alfabeti” omposti di immagini concrete, riferite ad animali, gesti umani, ma anche a suoni. Qui dobbiamo piuttosto pensare all’aura che l’inchiostro genera quando segna sulla carta l’immagine-lettera, il suo tralignare il confine, il farsi macchia sempre più leggera e delicata nell’espandersi. Tale poesia dell’eccedenza che vuole
comunicare non le cose, gli enti, le creature, le vite ma la scia luminosa, profumata, musicale che
lasciano, è figlia di una spontaneità disciplinata nell’esercizio, simile a certe forme della calligrafia e
della pittura estremo-orientale. Perché nell’eccesso non si può sbagliare, e un’aura non sopporta
correzioni, passi indietro, ripensamenti. Un diario d’acqua è una serie di confessioni non ritrattabili".

Pinacoteca Comunale Verucchio, via Sant’Agostino 21

Informazioni 

Ufficio IAT 0541 673928 |

Pro Loco Verucchio 3490696831

Ultimo aggiornamento: 16/02/2026, 13:22

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